mercoledì, 10 giugno 2009, ore 21:14

Ciao a tutti!
Lo so... leggendo il titolo, la prima cosa che avrete pensato sarà stata: "Questo è proprio fuori..."
(beh in effetti non avete tutti i torti )!
Quante volte l'uomo ha desiderato volare? Credo che le risposte a questa domanda possano essere infinite.
E alla fine, in un modo o nell'altro, c'è riuscito... Ha costruito aerei, elicotteri... insomma... tutti quei mezzi che ci permettono (o almeno lo permettono ai più fortunati) di spiccare il volo e vedere il mondo da lassù!
Oggi però sono qui per presentarvi una rivoluzione!
Dopo la scopa volante della Befana...ecco a voi le:
SCARPE VOLANTI !!!

Ebbene si, sembra impossibile, ma qualcuno c'è davvero riuscito!
Stagno per saldare, saldatore, un cavo, delle scarpe (che dovete buttare via), 23 Kg di calamita, 2 batterie da 9 volte... colla... e buon volo!
Guardate voi stessi:

skaf
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mercoledì, 10 giugno 2009, ore 05:57

Non hai voglia di studiare?
Preferisci passare le giornate a cazzeggiare coi tuoi amici e  contemporaneamente prendere un voto alto?
Non vi preoccupate! Non vi sto mandando al CEPU (come alcuni di voi avranno pensato), oggi voglio condividere con voi una delle più antiche
(e diciamocelo...anche furbe) azioni dell'umanità:

Copiare senza essere bollati!


Ormai le superiori per me sono solo un ricordo ...  visto che faccio l'università... MA per la fama e il sesso che riceverò dopo aver tramandato a tutte le studentesse questo metodo INFALLIBILE... beh... direi che questo sacrificio si può anche fare! 
Rullo di tamburi !!!!!
E...
Buona visione!





AGGIORNAMENTO

Ebbene sì, dopo la fama e sesso che ho riscosso dopo questo post (grazie studentesse), un mio carissimo amico mi ha segnalato quest'ultimo modo a dir poco tecnologico per poter superare qualunque compito in classe...semplicemente con....UN OROLOGIO!
Non voglio trattenervi più del dovuto:
Signore e signori, ecco uno dei motivi per la quale amo la tecnologia:

skaf
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giovedì, 17 gennaio 2008, ore 15:33

Dovete pelare patate ma non ne avete voglia?
Ovviamente i giapponesi non mancano con le loro "strane invenzioni"...
Sinceramente non ho provato il metodo, quindi se mentre leggete questo post avete una patata in mano o comunque vi è venuta fame, o volete godervi delle sane e buone patate (quel che sto cercando di dirvi è: prendete delle patate) provate questo metodo e fatemi sapere se funziona
Sono molto fiducioso
Sarebbe carino anche avere un interprete giapponese per capire cosa farfugliano
skaf
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giovedì, 17 gennaio 2008, ore 15:07

Alcuni di noi riuscirebbero a inghiottire un mouse senza batter ciglio. Altri, vuoi per una gola troppo stretta, vuoi per un anomalo condizionamento psicologico, fanno fatica a inghiottire anche una pillolina. Per questi esseri delicati, propongo una soluzione trovata in rete chissà dove:

1. Mettete in bocca la pillola e un po’ d’acqua

2. Chinate la testa in avanti

3. Inghiottite

Papà, perché funziona?
Funziona perché di solito la pillola galleggia. Quando inghiottite passa per prima e viene spinta dall’acqua. Col metodo classico avviene l’esatto contrario.
Lo so, avreste preferito leggere di un metodo analogo per le supposte.
Mi dispiace. Sul serio.

skaf
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giovedì, 17 gennaio 2008, ore 14:57

Quando entriamo in un supermercato, non entriamo soltanto in un negozio molto grande. Entriamo in un posto studiato per farci spendere quanto più possibile. Migliaia di ingegneri sociali, psicologi, esperti di marketing nel corso dei decenni hanno elaborato decine di trucchetti (alcuni piuttosto subdoli) per farci spendere molto più di quello che avevamo preventivato all’entrata.
Per difenderci da questi continui attacchi, il metodo migliore è conoscere il nostro nemico. Sapere come pensa, cosa ha escogitato per spremerci il più possibile, mentre ci stringe la mano e sorride. Vediamo insieme alcune tecniche:

GLI ACQUISTI IMPULSIVI

In questo campo i loro trucchetti sono talmente tanti che ne vediamo solo un paio, in modo da poterli riconoscere in tutte le loro forme:

- I prodotti alle casse. Vicino alle casse il cliente è costretto a fare la fila, quindi ad aspettare. Perché non sfruttare quest’attesa? Ecco perché ci sono tanti articoli con prezzo gonfiato, come batterie, lamette, cioccolata in tutte le forme. E spesso ci sono anche le confezioni di profilattici, rigorosamente prive di prezzo, perché sanno che la gente prova vergogna a informarsi sul loro prezzo e li aggiunge furtivamente alla spesa al momento di pagare.

- I bambini. Le giovani mamme sono costrette a portarsi i figli al supermercato, che diventa di frequente territorio di capricci interminabili. E questo i signori del supermercato lo sanno. Le casse sono piene di ovetti Kinder, gomme, caramelle, patatine… e tutto rigorosamente ad altezza di bambino. Spesso i più piccoli, che non capiscono ancora bene cosa significhi acquistare, afferrano semplicemente la merce per portarla via. Capriccio provocato = guadagno assicurato.

IL TEMPO

Da recenti studi, ogni minuto in più passato al supermercato frutta alle sue casse più di un euro. Se vi chiedevate per quale motivo prodotti primari come sale, zucchero, uova siano introvabili, be’, adesso lo sapete. Vogliono fare in modo che perdiato un sacco di tempo a cercarli, guardando così tanti altri prodotti che potreste scoprire di volere.

Sanno anche che quando entrate avete fretta e pensate (illusi) che ci metterete pochissimo. Per questo i prodotti meno interessanti, o su cui guadagnano meno, o talmente importanti da essere inevitabili, sono messi all’inizio. Le ricerche dimostrano che nei primi metri la gente passa velocemente, senza curarsi guardarsi intorno.

La musica, sempre presente, serve a creare un clima piacevole in cui trascorrere volentieri altro tempo.

LE TESSERE PUNTI

Se sono gratis potete anche farle, ma non lasciatevi condizionare. Servono principalmente a due scopi, entrambi pessimi:

- Vi “fidelizzano”. Ogni volta che dovete comprare un prodotto pensate: ehi, faccio due passi in più e lo compro in quel supermercato, così mi danno i punti. Quando arrivate al premio, ammesso che nel frattempo i punti non siano scaduti, vi danno un paio di bicchieri da 50 centesimi. Solo che per ottenerlo avete acquistato merce a prezzi più alti. E quante volte la cassiera dice: “le mancano venti centesimi per arrivare a dieci punti” e voi aggiungete un pacchetto di caramelle alla spesa?

- Vi schedano, su due livelli. Quando chiedete la tessera dovete inserire un sacco di dati personali. E poi, ogni volta che acquistate, sanno cosa avete acquistato e quando. Viva la privacy.

Sono utili solo per poter usufruire di offerte dedicate esclusivamente ai tesserati. In quel caso desiderano talmente tanto che finiate nella trappola delle tessere che vi danno alcuni prodotti riducendo il loro margine di guadagno. Quello diretto, perché indirettamente …

GLI SCONTI

Lo sapete tutti, vero, che la maggior parte degli sconti sono fatti su prodotti a cui è stato dato di proposito un prezzo maggiorato? Esistono degli sconti reali, e sono solo prodotti allodola. Servono a farvi entrare in quel supermercato, e a farvi pensare che se quel prodotto che conoscete costa tanto meno, allora anche tutti gli altri prodotti avranno prezzi vantaggiosi. Falso, ovviamente. Altri sconti avvengono su prodotti che stanno per scadere e sarebbero costretti a gettare. Sta a voi capirlo e comportarvi di conseguenza.

Un’altra cosa che i supermercati sanno, è che i prodotti all’altezza degli occhi sono quelli che la gente compra di più. Per questo mettono quelli scontati, o migliori a parità di prezzo, in posizioni diverse, offrendovi alla vista sempre il prodotto che a loro conviene di più vendere, non certo quello che converrebbe a voi comprare.

LE SCADENZE

La prima cosa che mi hanno insegnato sui supermercati è che devo sempre guardare la data di scadenza dei prodotti. La seconda, è che i prodotti che scadono prima sono sempre più accessibili. Agli addetti viene ordinato di inserire la nuova merce sotto quella già presente. Viene da sè che durante la scelta vi conviene scavare un pochino.


Rispetto a tutte le tecniche utilizzate, questo articolo rappresenta davvero poco. Quello che è importante, è capire cosa succede quando entriamo, per essere più consapevoli e non farci manipolare ogni volta che mettiamo piede in un supermercato.

Ah, un’ultima cosa: il carrello per la spesa e il cestino sono un ricettacolo di batteri. Da una ricerca sono risultati più sporchi della tavoletta di un water, secondi solo alle mani di un bambino dell’asilo.

Speriamo che non mi facciano fuori.

skaf
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venerdì, 11 gennaio 2008, ore 10:44

Ci sono dei tipi pallosissimi che non amano andare ai concerti, quegli eventi in cui puoi strusciarti sul sudore di sconosciuti al ritmo del tuo cantante preferito. Ecco, io non sono uno di questi !!!

Quelle poche volte che ci vado non mi frega molto del tizio strapagato per fare rumore nel microfono, ma decido che, se devo annoiarmi, voglio farlo in prima fila. E’ la solita vecchia battuta di Woody Allen: il cibo in questo posto è veramente terribile. E poi le porzioni sono così piccole…

Ho quindi elaborato e testato un metodo per avanzare con una certa facilità.
Osservate il disegno qui sotto.

concerto.gif

Vi è rappresentata la situazione tipica di un concerto, in cui c’è un tipo vestito di fucsia che ad un certo punto della serata decide che è troppo out stare nelle ultime file.

Il tipo segue quindi il percorso indicato dalla linea verde, oltre il quale la gente inizia a guardarlo come per dire: “fai un altro passo e sei morto”. Ora, se vuole davvero avanzare (senza usare uno di quegli spregevoli trucchi tipo indossare un giubbottino dell’organizzazione ecc.) deve tenere a mente una cosa: la gente ti permette di fare uno spostamento solo se almeno una delle componenti è penalizzante. Quindi:

1. Se andate verso il palco, dovete necessariamente muovervi anche verso l’esterno (linea rossa).

2. Se andate verso il centro, dovete indietreggiare leggermente (linea blu).

Tanto più vi avvicinerete al palco, tanto più i vostri spostamenti saranno limitati. Nel percorso blu sacrificherete un po’ di terreno per ottenere il diritto a guadagnarne molto di più in quello rosso. E’ importante notare che la tecnica funziona perché la gente crede che vi stiate spostando per ragioni diverse dal semplice sopruso per avanzare. Per accentuare l’effetto in genere guardo un punto davanti a me come se avessi un contatto visivo con qualcuno e spesso dico: “sì, un attimo!” o roba del genere. Questo amico immaginario lo piazzo in una posizione svantaggiata rispetto a quella che voglio raggiungere realmente.
Difficilmente qualcuno vi fermerà. E’ un po’ quello che succede al supermercato, quando un uomo sta facendo la fila alla cassa e dopo qualche minuto arriva la moglie con altri prodotti che scavalca tutti per raggiungerlo. I malcapitati dietro sono tutti indignati, ma nessuno dice niente.

So che qualcuno sta pensando: “certo, dirlo qui su un sito è facile ma farlo davvero è impossibile.” Be’, io arrivo davvero sotto il palco e lo faccio regolarmente. Magari non mi appoggio alle transenne, ma sono nella fila dietro e aspetto che si liberi uno spazio.

Un altro metodo è il seguente:

concerto.gif

In ogni caso anche la prima funziona bene perchè:
1. In genere la gente è molta di più di quella che si vede nello schema, quindi gli spostamenti possono essere più ampi.
2. E’ più difficile sbagliare l’angolazione. Tenete presente che nella confusione a volte è difficile orientarsi.

A questo punto non mi resta che augurarvi un buon concerto! 

skaf
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sabato, 05 gennaio 2008, ore 18:36

Lunedì mattina: ti alzi, ti lavi, ti vesti e prendi l’autobus alla fermata. Scegli un posto comodo in cui trascorrere la prossima mezz’ora. Chiudi gli occhi, appoggi la testa al vetro e sorridi al pensiero che potrai riposare (male) per altri 30 minuti.

Cinque minuti dopo…

Qualcuno ti tocca la spalla. Apri gli occhi. Davanti a te, una vecchietta ti guarda come se fossi un pluriomicida. Niente da fare, ti tocca anche stavolta. Ti alzi, le cedi il posto e con un sorriso ripassi le dieci bestemmie del cuore.

Ma c’è un modo per evitare questo calvario ogni mattina? Forse sì....Checchè ne dica il vostro emorroidologo, non dover cedere il proprio posto sull’autobus è uno dei più grandi piaceri di cui l’uomo moderno possa godere. Certo, c’è sempre l’annosa questione della vecchina che ripete agli altri “è uno schifo, è uno schifo” mentre voi guardate nel vuoto e alzate il volume dell’ipod.

Per minimizzare il disagio (certa gente andrebbe denunciata), ho quindi portato a termine un piccolo studio personale che pubblico in esclusiva mondiale su questo blog.

Dunque, l’obiettivo è: trovarsi nella situazione in cui sentirsi un verme il minor numero di volte possibile. Qui sotto riporto uno schema che rappresenta un autobus (di quelli arancioni) visto dall’alto. E’ il modello più diffuso.

Vi dico subito che i posti dell’area ICS (si legge “X”) potete anche scordarveli, perché sono quelli riservati agli anziani e se li occupate state sicuri che prima o poi dovrete schiodarvi. Inoltre ho notato che la gente di una certa età tende a salire dalla parte anteriore. Che sia perché prima si facevano i biglietti on-board, perché puntano ai posti riservati o quant’altro poco c’importa.

Spostiamoci quindi subito nella parte posteriore e notiamo il posto contrassegnato dalla lettera D. Ecco, è questo il posto dei Desideri. Vediamo di capire perché, esaminando un paio di situazioni:

1) Sale una vecchietta. Il posto S è vuoto. La fate accomodare. Non poteva capitarvi di meglio. Da adesso potete dire addio a tutti i sensi di colpa, perché se a questo punto dovesse salire un’altra vecchietta fareste finta di non alzarvi per non disturbare quella al posto S. Inoltre i posti ZETA sono spesso occupati da ragazzi e saranno loro a dover subire le maledizioni.

2) Sale una vecchietta. Il posto S è occupato da un ragazzo. Eh eh… (non a caso S sta per Sfigato).
In pratica dovrete alzarvi solo quando saliranno più vecchiette, e anche in questo caso sarà più facile che queste scelgano di desiderare i posti centrali perché sono più in vista e hanno uno scalino più basso o assente (vedi fotografia).


Morale: a volte non si può scegliere un posto; a volte non si può nemmeno salire sull’autobus. Ma, quando è possibile, puntate al posto D. Lo so, svelare il segreto equivale a renderlo inutilizzabile, ma per la fama e il sesso che otterrò grazie a questo articolo sono pronto a rischiare.
Nota: vi sembrerò un mostro, un bastardo. Bene, non è così. Se fossi un mostro me ne fregherei delle vecchiette che, a differenza di noi giovinotti, a stare in piedi ci soffrono davvero. Cerco solo di trasferire i miei doveri ad altri… Ok, sono un mostro.
Ci vediamo tra cinquant’anni, per un post dal titolo: “Come fregare il posto sull’autobus ai ragazzi che fanno finta di non vedervi”.

skaf
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sabato, 05 gennaio 2008, ore 18:24

Ci sono persone che non fanno fatica a distinguere la destra dalla sinistra (nessuna di queste è in Parlamento), che conoscono perfettamente le tabelline, le regioni d’Italia, le date storiche importanti. E poi ci siamo noi, che facciamo fatica a sapere di quanti giorni è composto un mese!
Basta contare i mesi sulle nocche delle mani e i relativi avvallamenti.
Osservate la figura:


Se usate una mano, arrivati a Luglio ricominciate a contare dall’inizio.
Se il mese cade su una nocca, allora è di 31 giorni. Se cade su un avvallamento, è di 30 giorni (o 28 nel caso di Febbraio. 29 negli anni bisestili).

Se volete proprio strafare, potete capire anche se l’anno in corso è bisestile o meno. Considerando che il 2000 era un anno bisestile, suppongo che sia sufficiente capire se l’anno è divisibile per 4. Leggo sul web che “un numero è divisibile per 4 se le ultime due cifre sono 00 oppure formano un numero multiplo di 4″.

E anche questa è sistemata.
Adesso non ci resta che imparare il nome dei mesi nella giusta sequenza ed è fatta.

P.S.
In realtà la regola per i bisestili è leggermente più complessa, ma la
prossima eccezione cade nel 2400, credo che in pochi si lamenteranno
della mancanza.

skaf
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sabato, 05 gennaio 2008, ore 18:18

Finalmente la ragazza che hai corteggiato tutta la sera ci sta. Adesso siete soli e sta per baciarti. Fortuna che non sei sposato. Senti un rumore lontano. Diventa sempre più forte. E’ insopportabile. Ti svegli. Tua moglie ti guarda dall’altra metà del letto e dice: “Tocca a te”.

Forse, e dico forse, d’ora in poi potrete sbrigarvela in pochi secondi.
Tralascio per un attimo l’unico metodo che conosco, che consiste nel tenere in braccio il bambino a pancia in giù, per portare alla vostra attenzione un metodo in apparenza rivoluzionario.
E’ una bufala? Scopriamolo insieme. Non vi anticipo niente, guardate il video qui sotto (sì, sono giapponesi e non capisco nulla di quello che dicono. Non è che c’è qualcuno che ce lo spiega?):

C’è da sperare che funzioni. Purtroppo non ho un bebè a disposizione, cerco volontari per testare il metodo.
E forse la prossima volta non sarete in piedi quando la sveglia suona…

skaf
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mercoledì, 02 gennaio 2008, ore 07:12

Quattro mura, una tazza, qualcosa di cui sbarazzarsi. Pochi ingredienti per una delle abitudini più diffuse: fare la cacca. Fuori casa.

Nel corso della mia vita non ho mai incontrato nessuno (ma proprio mai) che dicesse di sedersi sulla tazza di un bagno pubblico così come fa su quella di casa sua. A mio avviso le principali spiegazioni sono tre:

  1. Nessuno osa sedersi per paura di beccarsi qualche malattia
  2. Nessuno osa dichiarare pubblicamente che si siede su quella tazza
  3. Nessuno è mai sopravvissuto abbastanza a lungo per poterlo raccontare

Qualcuno potrebbe rimetterci la pelle. Ho il dovere civico di fare un post sull’argomento.

Nota per i bambini fino ai 24 mesi che stanno leggendo: BAMBINI, NON FATE QUELLO CHE LEGGETE IN QUESTO POST: POTRESTE CADERE NEL CESSO!

Ci sono fondamentalmente tre scuole di pensiero sul “sedersi” e sono le seguenti:

scuole-di-pensiero-water.gif
(Sì, mi sono improvvisato vignettista. Come si dice, un’immagine vale più di mille parole)

Per scendere nei dettagli ci serviremo di alcuni vecchi filmati in bianco e nero. Trattandosi di riprese amatoriali la qualità non è delle migliori.

1) LA SOSPENSIONE:

TELECAMERA NASCOSTA
sospensione.gif

E’ una delle tecniche più diffuse. E’ anche l’unico momento della mia vita in cui faccio un po’ di ginnastica. Come vedete, consiste nel rimanere col fondoschiena sospeso in aria. Difficoltà principali: mantenere l’equilibrio, fare in fretta, centrare la tazza, NON TREMARE.

2) LA RANA:

TELECAMERA NASCOSTA
rana.gif

Consiste nell’usare una tazza normale come se fosse quella di un bagno turco (come se si facesse la cacca a terra). Si sale con entrambi i piedi sui bordi e ci si rannicchia. Solo per veri esperti. Vediamo che l’uomo nel filmato riesce a mantenere un buon equilibrio mettendo le mani sotto il mento. Se avete qualcosa nelle tasche dei pantaloni preparatevi a infilare la mano nella tazza. Anche se sembra figa la sconsiglio vivamente perchè è molto pericolosa. Se il vaso cede o scivolate a causa dei liquami (bleah!) potete farvi male sul serio. E a chi di noi piacerebbe essere soccorso coi pantaloni abbassati nel bagno di un autogrill? Be’, a pensarci bene forse a me…

3) LA MUMMIA:

TELECAMERA NASCOSTA

mummia.gif

Come vedete, chi usa la tecnica della mummia è sempre molto rilassato. In molti casi aiuta il deflusso leggendo un bel quotidiano. Come riesca a rimanere tranquillo mentre è seduto sulla Beverly Hills dei batteri non ci è dato saperlo. Non metto in dubbio che non siano brave persone, ma se vi offrono la mano non stringetela. Se non si dovesse capire dal filmato, la tecnica consiste nel mummificare con la carta igienica il tarallo del water. La usano le stesse persone che rivendicano la foresta amazzonica (sì, per farne carta igienica però).

Passiamo adesso a un altro aspetto molto importante e spesso sottovalutato e cioè:

IL BIDET ISTANTANEO

Ha una forte componente educativa: è lì a ricordarti che prima o poi devi fare i conti con le tue azioni. Il BIDET ISTANTANEO è quello schizzo d’acqua (e non solo), detto anche impropriamente rinculo, che ti colpisce il fondoschiena quando lasci cadere nella tazza il pranzo di qualche giorno prima. Con la sospensione e la rana è quasi una sicurezza. Se non lo trovate rinfrescante e volete eliminarlo mettete un pezzo di carta igienica al centro del bersaglio prima di usarlo:

water.jpg

In questo modo avrete anche effetti collaterali interessanti. Ad esempio annullerete il PLOCK! e nei bagni pubblici è una gran cosa visto che spesso sono aperti da tutti i lati (a proposito, stanno esagerando. Tra poco dovremo farla dietro la porta di un saloon del vecchio west). Un altro effetto è quello di eliminare la sgommata ma non credo che in questa circostanza ve ne freghi molto.

Se poi, oltre al PLOCK!, volete eliminare TUTTI i rumori e minimizzare la puzza tirate lo sciacquone DURANTE il fatto. Ci vuole un po’ di allenamento per i tempi ma il risultato è eccezionale. E’ utile anche quando andate in bagno in appartamenti non vostri e non volete lasciare un brutto ricordo. E vaaai col consumismo!

UN’ULTIMA NOTA

Se non vi siete portati un pacchetto di fazzoletti di carta è probabile che vi troviate a combattere con ricevute fiscali o che improvvisiate un bidet nel lavandino. Dio ci liberi da questa immagine. Se invece doveste trovare inspiegabilmente un bel rotolo di carta igienica e avete intenzione di afferrarlo mettendo le dita all’interno, tanto vale che uscendo diate una leccata alla maniglia. Il rotolino di cartone viene toccato da tutti DOPO aver fatto i propri bisogni e PRIMA di lavarsi le mani. Ha analogie con altri tipi di buco. Dovrete prenderlo dalla parte esterna senza stringerlo troppo e farlo scorrere mentre tirate la carta con l’altra mano. Così:

srotolo.jpg

Di cose da dire ce ne sarebbero tante altre e mi scuso se ho illustrato troppe banalità ma se anche una sola di queste servirà a qualcuno per uscire dal tunnel dei cessi pubblici il mio post avrà avuto senso.

Un saluto di cuore a tutti. Adesso però andate a cagare!

skaf
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